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LA QUALITA’ DEI PRODOTTI Le marmellate e le confetture mantengono il gusto ed il sapore di tradizioni antiche. L’accurata dedizione e l’amore per la terra ed i suoi frutti consentono di creare un prodotto sano e nutriente, mentre la lavorazione artigianale ed il rispetto delle tradizioni rendono gli alimenti gustosi ed apprezzati da grandi e piccini. Dal punto di vista nutrizionale, la marmellata offre energia concentrata sotto forma di zuccheri. La frutta utilizzata per fare la marmellata fornisce fibre, prevalentemente sotto forma di pectine e in parte come cellulosa proveniente da semi o bucce, vitamine e flavonoidi (un gruppo di pigmenti con un riconosciuto largo spettro di azioni biologiche, tra cui una considerevole attività protettiva contro i danni causati dai radicali liberi). LA STORIA La fondazione della prima Trappa femminile in Italia risale al 1875 a San Vito, nei pressi di Torino. La comunità formata da un piccolo gruppo di monache francesi dovette attraversare non poche difficoltà che caratterizzarono una storia segnata da povertà, dedizione e sacrificio. Trasferita nel 1898 nei pressi di Roma, a Grottaferrata, migrò di nuovo nel 1957 verso le belle distese dell'Alto Lazio, a Vitorchiano (VT), quando l'affluire delle giovani e le condizioni del vecchio monastero non rispondevano più alle esigenze della vita cistercense. L'affluire di molte giovani ha permesso alla comunità di rispondere all'invito di alcuni Vescovi per fondare nuove comunità cistercensi, dapprima in Italia (Valserena, 1968), e poi nelle giovani Chiese di Argentina (Hinoio, 1973), Cile (Quilvo, 1981), Venezuela (Humocaro, 1985), Indonesia (Gedono, 1987) e Filippine (Matutum, 1994), Repubblica Ceca (monastero della Moldava, 2007). L’IDENTITA’ Le monache scelgono di aderire per sempre ad una comunità radunata da Dio, e chiamata a vivere secondo il Vangelo, come lo esprime la Regola di San Benedetto. Il lavoro di cui la comunità vive è prevalentemente agricolo - vigna, orto, ulivi, frutteti - accompagnato da un piccolo sviluppo artigianale con la produzione di marmellate. CURIOSITA’ Il nome marmellata deriva dal nome portoghese delle mele cotogne (marmelo) e fin all'antichità le popolazioni chiamavano con questa parola le conserve dolci. Le marmellate sono nate dall'esigenza di conservare la frutta, raccolta in stagione, in modo da poterla gustare nei periodi in cui ve ne è scarsità. Ai tempi di Roma antica, vi erano preparazioni con finalità uguali alle nostre confetture: queste erano costituite da frutta intera immersa in vino passito, vino cotto o miele. Columella riporta ne “L’Arte dell'Agricoltura” una ricetta per la conservazione di pere, mele e altri tipi di frutta. Quest'ultima veniva raccolta immatura, ma non acerba. I frutti dovevano quindi visionati per assicurasi che fossero integri, senza vermi né difetti: quindi venivano disposti in recipienti di terra cotta ed immersi in vino passito o in vino cotto, in modo che il frutto fosse interamente coperto. E concludeva con un consiglio: "Ma poi mi preme insegnare che non vi è tipo di frutta che non si possa conservare in miele". |
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